La sindrome della bella addormentata

“Sarò veramente felice solo quando avrò una relazione sentimentale e avrò trovato l’uomo/la donna della mia vita”.

Vi è mai capitato di dire questa frase?
Se la vostra risposta è sì, sappiate che non siete soli. Molte persone (donne e uomini), infatti, cadono nella sindrome della “bella addormentata”, anche conosciuta come “il tuo amore mi salverà”.
Passano la loro vita aspettando il principe azzurro che con il suo bacio romantico farà conoscere loro l’amore e finalmente potranno essere veramente felici.
Purtroppo, però, questo è il modo più sicuro per rovinarsi la vita. Viviamo costantemente in attesa di qualcuno che magari non verrà mai.

Ecco allora come fare per superare la sindrome della bella addormentata.

1. Ama te stessa/o
Questo è in assoluto il primo passo da compiere e di cui prendere coscienza. Se non ci amiamo noi per prime/i, come possiamo aspettare che lo faccia qualcun altro?
Chi meglio di noi sa quello di cui abbiamo bisogno? Cosa ti rende felice? Cosa ti piace fare? Mettere al centro le nostre priorità non vuol dire essere egoisti, ma amarsi e essere in grado di amare gli altri.
Se non hai tu amore per te stessa/o, come puoi  provarlo per un’altra persona? Come fai a donare ciò che non hai?
Anche se dovessi incontrare qualcuno che ti apprezza per quello che sei, la percezione di te stessa/o è così distorta che ti chiederai: “ma cosa ci trova di speciale in me?” e qualsiasi cosa farà non sarà mai abbastanza. È solo quando il tuo cuore sarà colmo di amore che potrai condividerlo con altri.

2. Prima esisti tu come individuo
Anche se trovassimo un partner, finiremmo con il sabotare la relazione e diventare da questo emotivamente dipendenti. Prima di pensare a te stessa/o in un ruolo (fidanzata/o, moglie/marito, mamma/papà), pensa a te come individuo.
Sei in grado di stare in piedi da sola/o? Pensa alle diverse aree della tua vita: lavoro, amicizie, benessere e salute, finanze: sei soddisfatta/o di quello che hai? Quali sono i tuoi obiettivi, i tuoi sogni?
Il vero amore non chiede mai di sacrificare le proprie aspirazioni e i valori chiavi, quelli che ci appartengono e che non cambieranno mai. Se non sai che direzione stai seguendo, potrai anche incontrare qualcuno che ti prenda per mano nelle strade della vita, ma dopo un po’ ti ritroverai più persa/o di prima.

3. “Senza un uomo/una donna, non valgo”
Molte persone assumono un’identità attraverso il proprio partner. Si pensa che l’altra persona sia l’altra metà della mela (quindi anche noi siamo “solamente” una metà) e che solo insieme si possa raggiungere l’unità e la completezza. Senza un partner non ci sentiamo di avere un valore come persone. È tutta un’illusione ed è anche un gioco pericoloso perché, se per qualsiasi motivo l’altra persona dovesse venire meno, perderemmo la nostra identità, smetteremmo di esistere.
A volte, essere in una relazione è un modo per non assumerci le respons-abilità della nostra vita. Ci innamoriamo dell’idea dell’amore, delle belle sensazioni che proviamo quando ci sentiamo connessi con un’altra persona e inseguiamo la “favola dell’amore perfetto” caricando l’altro di aspettative.
Amare è un verbo attivo, è una capacità che può e deve essere sviluppata e allenata.

4. Diventa il partner di te stessa/o
Per trovare la persona più adatta a noi, occorre prima diventare la persona più adatta per noi.
Dobbiamo infatti diventare il compagno che vorremmo, incluso sviluppare le capacità per essere economicamente indipendenti. In fin dei conti la storia d’amore più autentica e duratura che potremo sperimentare nella nostra esistenza è prima di tutto quella con noi stesse/i. Come scrivo ne Il Potere del Pensiero Femminile, anche se siamo single, possiamo sempre scegliere di riempire la nostra vita di amore. L’amore è un’energia molto potente. È la forza guaritrice, quella che rende possibile ciò che prima ci sembrava impossibile. Pensare che l’amore sia soltanto quello che nasce tra due persone è molto limitante e restrittivo. La fiamma dell’amore è più ampia. Possiamo allargare il nostro amore alla vita in generale, alla natura, agli animali, all’umanità, a un sogno, a una causa, a un ideale.
E, quando la nostra vita sarà in equilibrio e ricca di amore, sarà più facile attrarre il partner adatto a noi. Che cosa volete da una relazione sentimentale? Quali sono le qualità che ricercate?
Scrivi una lista di almeno dieci qualità che ricerchi in un partner (ad esempio, empatia, ironia, pazienza, ecc). Inizia a sviluppare tu per prima quelle qualità!
Per ognuna chiediti: Da 0 a 10 io quanto la possiedo? Poi di fianco scrivi il voto che ti dai.
Poi chiediti ancora: come posso fare per aumentarla e metterla in azione nella mia vita? Se una delle qualità che il tuo partner ideale deve avere è l’empatia e tu nell’empatia sei a livello 5 puoi allenarti ad ascoltare di più le persone, e metterti nei loro panni, per vedere le cose dal loro punto di vista e così via. Ogni volta che fai un piccolo passo avanti premiati e festeggia il tuo successo.

5. Il vaso della felicità
È un’idea presa da Elizabeth Gilbert e ha lo scopo di allenarci a sviluppare la gratitudine, uno degli elementi base per la felicità.
Prendi un vaso (o una scatola, o un contenitore qualsiasi) e ogni giorno prima di addormentarti scrivi su un foglietto almeno una cosa che ti ha reso felice. Non aspettare di scrivere eventi sbalorditivi, vanno benissimo le piccole cose: aver avuto tempo per fare qualcosa, averi ricevuto parole di incoraggiamento o averle pronunciate, ecc. È davvero importante che tu scriva persino le minuzie.
Questo ti aiuterà a conferire loro importanza. Poi infila il foglietto nel vaso.
Quando hai bisogno di una carica extra, metti la mano nel vaso, pesca a caso e rileggi ciò che ti ha reso felice.

Vi riconoscete in questa sindrome? Qual è (stata) la vostra esperienza?
Condividete i vostri pensieri con la community BlessYou, lasciando un commento qui sotto!

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