E tu che colore sei?

Ognuno di noi è diverso e possiede una propria capacità di pensare, agire, comunicare, gestire le emozioni. Quando queste diversità emergono, ecco che percepiamo l’altro come strano, come se avesse qualcosa che non va, che ce l’abbia con noi. E queste diversità, a lungo andare, portano confusione, frustrazione, delusione, vergogna, senso di inadeguatezza, chiusura, rabbia e minano, di conseguenza, il nostro benessere.

Le differenze nelle relazioni, in realtà, sono positive perché ci fanno evolvere e ci arricchiscono.

Sulla base dei lavori di Carl Gustav Jung, grande sostenitore dell’influenza delle differenze, e di altri psicologi è stata elaborato il metodo dei 4 colori, di cui parliamo in modo approfondito nell’ultimo libro I 4 Colori della Personalità. Blu, rosso, verde, giallo identificano un diverso tipo di personalità, a cui corrispondono caratteristiche, potenzialità, talenti diversi.

Ognuno di noi possiede un’energia-colore primaria e secondaria. A seconda di come queste si combinano, otterremo un posizionamento diverso nella mappatura della personalità e avremo processi mentali che ci guidano e che ci fanno rispondere agli stimoli in maniera differente rispetto alle persone accanto a noi. Sapere dove ci posizioniamo in questa mappatura è importante per sapersi relazionare in modo efficace con noi stessi e con gli altri.
L’idea non è di cambiare il nostro temperamento, bensì di conoscere i propri punti di forza e usarli al meglio.

1. Asse introversione-estroversione
Sui concetti di introverso ed estroverso si fa spesso confusione.
Introverso non significa asociale, scontroso, antipatico o musone. Né gli estroversi sono più intelligenti degli introversi, o viceversa. Questi due termini, infatti, non riguardano il nostro essere timidi o espansivi con le altre persone, ma si riferiscono al nostro modo di processare gli stimoli che ci giungono dal mondo esterno.
Ti hanno mai detto che sei troppo serio e che devi rilassarti un po’? Ti è mai capitato di stare in silenzio in un gruppo per poi sentirti chiedere: Cosa c’è? Stai bene? Dai il meglio di te lavorando a porte chiuse e in totale silenzio e preferisci portare avanti un progetto in autonomia? Al termine di una riunione senti di non aver espresso pienamente il tuo punto di vista e che avresti potuto intervenire di più?
Tendi a essere riservata/o e per entrare in confidenza con persone sconosciute ti serve tempo? Preferisci tenere per te la tua vita privata, le tue idee e opinioni? Cerchi di organizzare la tua vita personale e lavorativa in modo da avere il minor numero di sorprese?

Se hai risposto sì alla maggior parte di queste domande, allora è possibile che tu appartenga ai quadranti dell’introversione, ossia i colori blu e verde.
Chi ha un temperamento introverso, si ricarica in solitudine e anche attraverso la riflessione, la lettura o la contemplazione. Generalmente questo tipo di persona, preferisce spazi tranquilli, vacanze con poche attività e tende a tornare negli stessi posti o per un senso di familiarità o per approfondire la conoscenza del luogo. Dà il meglio di sé quando i suoi tempi e la sua privacy sono rispettati e ha la tendenza a ritirarsi davanti al caos del mondo e dei grandi gruppi. Infatti preferisce avere poche ma significative relazioni, ha bisogno di pensare prima di parlare e riflette a lungo prima di prendere una decisione.
Ama operare dietro le quinte e preservare la sua preziosa energia per influenzare l’ambiente circostante in modo silenzioso.

Ami stare e lavorare in gruppo? Dopo una riunione ti capita di sentire di aver monopolizzato la conversazione? Ti risulta facile conoscere nuove persone e ti basta pochissimo tempo per farti degli amici? Ami i contesti festosi dove incontrare tanta gente? Tendi a dire quello che pensi e a rivelare aspetti della tua vita privata senza problemi? Ti capita di parlare senza pensare o di pensare ad alta voce?
Ami assumerti dei rischi e/o praticare sport pericolosi? Ti piacciono le sorprese e le nuove attività?

In questo caso è probabile che tu appartenga ai quadranti dell’estroversione rappresentati dal rosso o dal giallo.
Chi ha un temperamento estroverso, si sente particolarmente vivo e pieno di energia quando è in movimento. Perciò per ricaricarsi, in vacanza o nel tempo libero, predilige buttarsi in svariate attività, possibilmente in compagnia di parecchie persone.
Mentre gli introversi ricercano la comunicazione con se stessi, gli estroversi per essere al meglio hanno bisogno di farlo con gli altri.
Come un estroverso può imparare ad amare la solitudine, un introverso può parlare in pubblico o avere una vita sociale intensa se necessario: avrà solo bisogno di controbilanciare trovando del tempo da dedicare a se stesso per ricaricarsi.

È bene ricordare che introversione ed estroversione non funzionano come un’alternativa netta, ma sono posti su un asse continuo lungo il quale ognuno di noi tende a posizionarsi. Possiamo perciò essere totalmente introversi, o completamente estroversi o possiamo avere una percentuale di uno e dell’altro.

2. Asse pensiero-sentimento
A seconda, poi, di come prendiamo le decisioni, se di testa o di pancia, avremo altre due contrapposizioni: pensiero e sentimento. Quali parametri utilizzi quando sei di fronte a una scelta?

Decidi in maniera logica, analizzando i dati, tenendo conto dei numeri, dei compiti e degli obiettivi, o piuttosto ti basi sui tuoi valori, pensi alle necessità delle singole persone e all’impatto che le tue decisioni avranno su di loro? Cosa guida le tue azioni, la ragione o il sentimento?
Il tuo talento naturale è capire come funzionano i processi e le cose o comprendere i sentimenti e le necessità di chi ti è accanto? Ti capita di essere giudicato freddo, perché non lasci che i sentimenti interferiscano nelle tue decisioni e ti basi su ciò che è equo, anche a costo di ferire gli altri?
O ti succede (soprattutto al lavoro) di essere giudicato debole, dal momento che non riesci a prendere decisioni basate soltanto sulla logica e i fatti e quindi finisci per cambiare spesso idea?

Se hai la tendenza a prestare più attenzione a dati, teorie, informazioni, sistemi, procedure, obiettivi e numeri e a usare più la razionalità, la tua personalità appartiene alla funzione pensiero.
Se invece il tuo talento risiede nella sensibilità, nel creare amicizie e legami, nel provare empatia nei confronti delle persone e nel capire le loro motivazioni, allora vivi nella funzione sentimento.

Quando le persone-pensiero (colori rosso e blu) devono prendere una decisione, da come tagliare il budget aziendale a dove andare in vacanza, a come educare il proprio figlio, ricercano dei parametri logici su cui basarsi. Non fidandosi completamente dell’ambiente esterno avvertono il bisogno di avere il controllo della situazione e usano la razionalità per farlo. Quando invece le persone-sentimento (colori giallo e verde) si trovano davanti a una scelta, il parametro che adottano è quello del piacere/dolore e utilizzano dei giudizi di valore (questa scelta è in linea con i miei valori?
È buona o cattiva? Chi fa felice? È buona per me e/o per le altre persone?). Il fulcro della loro esistenza sono le relazioni in cui ricercano il dare e ricevere amore e questo li spinge verso il «sentire».
Chi appartiene a questo emisfero tende perciò a lasciare che sia la pancia a dirigere la propria testa, appoggiandosi di più all’intuito, tanto che spesso fa fatica a spiegare le proprie scelte solo con la logica.

Ne I 4 Colori della Personalità troverai un metodo per individuare qual è il tuo colore dominante, quali sono i tuoi punti di forza, i tuoi talenti, le tue potenzialità e i tuoi punti di miglioramento.
Imparerai a sfruttare al meglio le tue qualità e a gestire le zone d’ombra, quelle che emergono quando sei sotto stress, per esempio.

Comprendere e conoscere le relative tipologie colore ti aiuterà a conoscerti meglio, a capire cosa ti trasmette vitalità e cosa ve la toglie, migliorare le tue relazioni e trasformare ogni area della tua vita.
Ti aiuterà inoltre a capire i punti di forza e debolezza altrui, le loro esigenze e i loro processi decisionali, come apprendono al meglio, cosa li motiva, come comunicare con loro e come non farlo.
E come aiutarli a diventare la miglior versione di se stessi.

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E voi siete più introversi o ed estroversi? Prendere le decisioni più di testa o di pancia?
Scrivetelo nei commenti qui sotto!

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