Come uscire dal vortice della negatività in 5 passi

Finire nel vortice della negatività è più facile di quanto pensiamo. Lamentarsi è infatti una calamita molto potente, proprio come la gratitudine. Ma invece di attrarre le cose positive, più ci lamentiamo di qualcosa, più chiamiamo a noi quel qualcosa e diventiamo campioni di vittimismo.

Ma in che modo questo comportamento migliora la nostra vita e quella degli altri?

Quando ci rendiamo conto di scivolare nella negatività (nostra o degli altri), ricordiamoci che possiamo sempre scegliere come reagire.

Vediamo allora 5 modi per uscire dal vortice della negatività.

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1. Distingui quello che puoi controllare da quello che non puoi controllare
A volte la vita ci mette davanti a sfide e situazioni oggettivamente spiacevoli. Fa parte del ciclo naturale dell’esistenza. Quando questo accade, è utile ricordarsi che ci sono cose che possiamo controllare e altre su cui invece non abbiamo alcun potere.
Se hai controllo su una situazione, vuol dire che puoi fare qualcosa per cambiarla, anche se si tratta di un piccolissimo passo per iniziare. Per ogni problema, c’è una soluzione. Lascia andare tutto ciò che non puoi controllare e che ti ruba solo energie mentali.

2. Ricordati che tutto è temporaneo
“Tutto cambia, tutto passa”: tieni a mente questo mantra quando vivi una situazione spiacevole.
Come scrivo in Tutta un’Altra Vita troppo spesso cadiamo nella trappola di credere che ciò che di negativo accade (o ancora meglio, potrebbe accadere) sia permanente, e che quella situazione di crisi durerà per sempre. Se, come ci insegna il buddismo, in generale tutto ha un inizio e una fine e nulla è permanente, perché mai dovrebbero esserlo gli eventi negativi?
Quando qualcosa va male è naturale dispiacersi. Le difficoltà della vita sono come un pugno nello stomaco, bruciano e fanno male.
Per qualcuno il dolore sparisce velocemente, altri hanno bisogno di più tempo. Altri ancora si convincono che quel dolore sia permanente e per loro è molto più faticoso riprendersi. Le persone felici non sono necessariamente quelle che hanno il meglio, ma quelle che cercano il meglio in ciò che hanno. La differenza sostanziale tra un pessimista e un ottimista è che il primo pensa che le cose gli vadano sempre male e che non avrà mai ciò che desidera, mentre il secondo sa che ogni tanto le cose possono andare male e che può succedere di non ottenere ciò che vogliamo, ma non si focalizza su questo.
Con una buona motivazione e un allenamento costante l’ottimismo può essere imparato.

3. Scegli accuratamente le tue parole
Le parole creano la nostra realtà ed è per questo motivo che è importante sceglierle con cura. Come cambierebbe la nostra vita se seguissimo costantemente una dieta linguistica basata sul rispetto, l’amore e l’apprezzamento, non solo applicata a ciò che diciamo agli altri ad alta voce, ma anche e soprattutto a ciò che diciamo a noi stessi, durante il nostro dialogo interiore?
E come cambierebbero le cose se scegliessimo parole di positività e incoraggiamento? Il linguaggio ha la magica capacità di alterare la nostra percezione: pensiamo attraverso le parole e queste stesse parole hanno il potere di imprigionarci o renderci liberi, di farci vivere nell’ansia e nella paura costante o di evocare il coraggio e la vitalità. Per questo, cambiando il linguaggio, cambia la nostra vita.
Non possiamo cambiare gli eventi, è vero, ma possiamo scegliere come reagire a questi, anche con le parole che pronunciamo.

4. Medita 5 minuti al giorno
La meditazione è una pratica molto efficace per ritrovare il nostro centro, e come sostengono diversi studi, attraverso la pratica costante della meditazione, possiamo sviluppare qualità positive come la compassione, l’amore, l’ottimismo e modificare così il nostro carattere. Sono sufficienti pochi minuti al giorno per accorgersi dei benefici di questa pratica. Se sarai costante, i doni che riceverai da questa pratica sono inimmaginabili. L’ideale è praticarla tutti i giorni e possibilmente allo steso orario, in modo che diventi un’abitudine.
Inizia con 4-5 minuti al giorno e poi gradualmente aumenta fino a 20-30 minuti. La maggior parte di noi è molto impegnata, in quel caso è meglio meditare 5 minuti al giorno e farlo regolarmente piuttosto che un’ora ogni tanto. Un buon compromesso è fare 10 minuti quotidiani e solo quando hai più tempo, per esempio la domenica, meditare più a lungo.
Fallo possibilmente al mattino appena sveglio/a, quando la tua mente non è ancora presa dai mille pensieri della giornata.
Tradizionalmente, i momenti più proficui per la meditazione, anche a livello energetico, sono le ore più vicine all’alba e al tramonto. Scegli un posto tranquillo, assumi una posizione comoda, seduta/o a gambe incrociate o stesa/o e chiudi gli occhi. Focalizzati sul respiro e immagina che ad ogni inspirazione gioia, pace, serenità, amore e positività entrino nel tuo corpo.
Ad ogni espirazione, immagina che queste sensazione si espandano anche verso l’esterno spazzando via tutte le tue ansie, tensioni, paure, stress, negatività. Continua in questo modo per qualche minuto.
Ogni volta che ti distrai, cerca di riportare l’attenzione a questo processo. Quando decidi di smettere la meditazione, torna gradualmente alla consapevolezza del tuo corpo, e poi al mondo esterno.
Apri lentamente gli occhi e cerca di portare la tranquillità della meditazione con te, in ogni tua parola, in ogni tuo pensiero, in ogni tua azione, in ogni tuo respiro.

5. Coltiva l’empatia
Certe persone usano la lamentela come modo per attirare l’attenzione su di sé. A volte, tutto ciò di cui hanno bisogno è avere qualcuno disposti ad ascoltarli e in grado di entrare in empatia con loro.
L’empatia è il cuore dell’intelligenza emozionale e implica la capacità di fare esperienza delle sensazioni di un’altra persona senza per questo perdere la nostra identità.
Ascoltare non significa semplicemente aspettare il proprio turno per parlare, né stare in silenzio e annuire. Significa essere attivamente in ascolto dei bisogni dell’altra persona, cercare di entrare nel mondo dell’altro, anche se non lo condividiamo. È solo quando ascoltiamo davvero che possiamo identificare quello che non viene detto, come le paure o le vere preoccupazioni.
Quando un amico si confida con te e si lascia andare alla negatività, prova a mettere in pratica l’ascolto attivo, lasciando da parte i possibili giudizi (e le distrazioni!) e cercando di vedere oltre le apparenze. Cosa sta cercando di comunicarti?

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Quale delle 5 azioni descritte sopra ti impegni a mettere in pratica già da adesso? Scrivilo nei commenti qui sotto!

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