6 passi per imparare ad Ascoltare (se stessi e gli altri)

Uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano è ascoltare ed essere ascoltati.

Imparare ad ascoltarci e ad ascoltare le persone che incontriamo nella vita è fondamentale per ritrovare se stessi, la nostra connessione e quella con gli altri.

Molti casi di depressione nascono infatti quando non ci si sente capiti, un po’ per mancanza di tempo, pazienza o capacità di ascoltare. 

Il più delle volte ci dimentichiamo che anche la nostra anima e il nostro cuore hanno bisogno di ascolto, e la stessa sofferenza che può scaturire negli altri quando questo viene a mancare, inconsciamente avviene anche dentro di noi.

Quando qualcuno ci ascolta, ci sentiamo accolti e accettati, siamo investiti di fiducia da parte dell’altra persona. Quando impariamo ad ascoltarci, quella stessa fiducia la stiamo donando a noi stessi.

Ascoltare con empatia è un’azione molto potente che può fare veramente una grande differenza. E questo è ancora più evidente quando si ha a che fare con persone particolarmente vulnerabili, pensiamo ad esempio a qualcuno che si accinge a fare una visita o un esame medico.

Per comunicare con efficacia è necessario ascoltare. Ascoltare attivamente è il primo passo verso la guarigione. Questi 6 consigli sono pensati per chiunque voglia migliorare la propria capacità di ascolto e stabilire un contatto più profondo e autentico con gli altri e con se stessi.

6 passi per imparare ad Ascoltare (se stessi e gli altri)

#1. Se sei in ritardo, avvisa

Se siete in ritardo, fate in modo di avvisare chi vi sta aspettando. È una forma di rispetto e attenzione e significa prendersi cura dell’altra persona ancora prima di vederla.

Allo stesso modo quando siete in ritardo con voi stessi, avvisatevi. Se avete preso un impegno con voi stessi ma sapete che non riuscirete a portarlo a termine in tempo, avvisatevi. Ogni cosa può essere riprogrammata, e ammettere a voi stessi di essere in ritardo vi eviterà di convivere con il senso di ansia. Inoltre se riprogrammate il vostro impegno mentale, avrete molte più possibilità di portarlo a termine.

#2. Sorridi

Entrare nella stanza con un sorriso e cercare il contatto diretto con gli occhi dà un senso di fiducia e sicurezza. Che senso ha aggiungere tensione nell’aria con una faccia cupa e preoccupata?

Sorridere è una cura per noi stessi e per gli altri. Quando sorridiamo ci muoviamo verso uno stato d’animo positivo. Il sorriso è spesso una reazione naturale a qualcosa che ci provoca piacere, ma non tutti sanno che funziona anche all’inverso. Quando sorridiamo anche senza un motivo particolare comunichiamo alla nostra anima uno stato d’animo preciso…

“Sorridi che la vita ti sorriderà” questo detto è molto utile per ricordarci l’importanza di un sorriso

#3. Lascia parlare

Prima di dire qualcosa e/o esporre un problema dì alla persona che hai davanti che sei lì per aiutarla. Lascia che sia lei a dirti ciò che succede. Ascolta fino a quando credi sia necessario e quando il tuo interlocutore ha finito di parlare chiedigli se c’è altro che sente di voler aggiungere.

Non interromperlo prima del tempo per non arrestare bruscamente il suo flusso di pensieri e del discorso.

Spesso usiamo questa approccio anche e soprattutto con noi stessi: siamo così impegnati a cercare una risposta e una soluzione ai nostri problemi che ci poniamo delle domande senza ascoltare realmente le risposte che possiamo darci, senza fermarci a lasciar parlare il nostro cuore, l’unico che può indicarci la via giusta da seguire.

La ragione più frequente per la quale ci troviamo a interrompere la persona con cui stiamo parlando, o i nostri pensieri, è che siamo convinti di conoscere già la risposta. La verità è che se avessimo già tutte le risposte, sarebbe inutile porsi delle domande, quindi lascia e lasciati il tempo di arrivare a una conclusione.

#4. Riformula

Una delle tecniche comunicative più usate è quella della riformulazione. Riformulare significa ripetere quello che l’altro ha appena detto utilizzando le stesse parole, senza giudicare né aggiungere qualcosa di proprio al contenuto. Dire “Lei mi sta dicendo che…”, “Se ho capito bene, ….”, “In altre parole…” dà la conferma all’altra persona di essere ascoltata e compresa e consente di ottenere ancora più apertura e collaborazione dalla stessa.

La stessa cosa possiamo farla con noi stessi, fermarci ad ascoltare significa prendere consapevolezza di ciò che emerge dai nostri pensieri, anche se ciò che scopriamo non è la risposta più ovvia che ci aspettavamo di ottenere. Ascoltati e poi accetta ciò che emerge dalla comunicazione con te stesso/a, senza giudicarla. 

Come come avviene nella comunicazione con gli altri questo ti aiuterà a consolidare la comunicazione con la profondità del tuo essere, che si sentirà libero di esprimersi più spesso.

#5. Presta attenzione alle parole

Ogni parola ha il potere di guarire o ferire. Soprattutto se ti trovi davanti a una persona vulnerabile e spaventata, ricorda che è come un bambino nel corpo di un adulto. Evita di usare parole tecniche e complicate, quando non necessarie.

Ogni singola parola può avere un impatto molto forte sulla psiche dell’altra persona, anche per tanto tempo. Come scrivo in Tutta un’Altra Vita, attraverso un uso proprio del linguaggio infatti possiamo promuovere nuove neuroconnessioni che danno vita a percezioni, stati d’animo ed azioni nuove: questa è la magia delle parole.

Si dice che nell’antica Cina esistessero due ordini di medici: il primo era formato da coloro che curavano con le erbe, al secondo, molto più potente ed elitario, appartenevano coloro che curavano con la parola.

Man mano che modifichiamo il linguaggio, se anche non cambiano i fatti della nostra vita, cambia decisamente la maniera in cui li percepiamo.

Questo vale per gli altri quanto per noi stessi, se non di più.

Il nostro bambino interiore è sempre con noi e consciamente o inconsciamente comunichiamo con lui ogni giorno. Le nostre parole, le storie che ci raccontiamo, creano e definiscono la nostra vita, sceglile sempre con cura anche in base allo stato d’animo in cui ti trovi. 

Se ti senti vulnerabile o ferito, trattati esattamente con la stessa cura con cui tratteresti un amico o una persona cara.

#6. Fai le domande giuste

Se vuoi ispirare un cambiamento positivo, metti la persona con cui stai parlando in grado di scegliere l’azione successiva.
Porre le domande giuste, a seconda della fase del colloquio, stimola l’azione positiva dell’interlocutore.
Le domande aperte, soprattutto all’inizio, lasciano ampia possibilità di risposta e permettono di ampliare e costruire la relazione di fiducia con l’interlocutore.
Le domande chiuse (Quando? Dove? Chi?) prevedono molto spesso una sola risposta limitata e sono da preferirsi quando vogliamo attenerci a fatti oggettivi.

Se desideriamo avviare una vera e costruttiva comunicazione, come spiego nel mio libro Il Potere delle Domande , abbiamo bisogno di porci le giuste domande.

Passiamo sempre molto tempo ad aspettare le risposte di cui abbiamo bisogno, ma come sempre nella vita nulla arriva dal nulla. Siamo noi i responsabili del nostro destino ed è da noi che parte la spinta alla trasformazione e al cambiamento.

Per scoprire verso quale cammino iniziare a muoverci e trovare le risposte che cerchiamo abbiamo bisogno di partire da un’azione concreta, abbiamo bisogno di andare in profondità. 

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