Accendere la luce interiore

“La tenebra non può scacciare la tenebra: solo la luce può farlo.
L’odio non può scacciare l’odio: solo l’amore può farlo.”
Martin Luther King

In questo periodo storico in cui percepiamo tanto odio e paura intorno a noi, siamo più che mai chiamati a prendere la responsabilità di difendere il nostro diritto all’amore, alla libertà e alla vita.
È solo con la luce dell’amore che potremo sconfiggere il buio dell’odio. Se veramente vogliamo la pace intorno a noi, dobbiamo partire da noi stessi.

Ecco 5 spunti di riflessione per accendere la nostra luce interiore.

1. Parole dette e non dette
In che modo parli a te stessa/o e agli altri?
Sono parole di incoraggiamento e supporto o di critica e giudizio? Che tipo di parole vorresti ricevere tu? Fai la stessa cosa con gli altri.
I social media sono parte della nostra realtà. Quando scrivi un post o commenti quello di qualcun altro, pensa al tipo di parole che stai usando e se stai dando un valore aggiunto a chi ti legge.
Anche la scelta del silenzio, molto spesso, può erigere un muro che ci separa. Se una situazione o una persona ti ha ferito, metti da parte l’orgoglio (che tutti noi abbiamo) e fai  tu il primo passo per la riconciliazione o, almeno, una spiegazione.
Le situazioni non risolte tornano continuamente a galla e ci obbligano a riversare energia su di esse.

2. Giudizi e pre-giudizi
I giudizi sono come dei fili invisibili che ci allontanano dalla vera essenza delle persone, impedendoci di conoscerle veramente, di vederle al di là del bagaglio che si portano dietro. Con giudizio non intendo la capacità di fare valutazioni su una persona dopo aver raccolto una serie di informazioni (ad esempio in sede di colloquio per un lavoro, valutare se una persona è adatta o no a un’organizzazione), ma piuttosto i nostri pre-giudizi, basati su poche informazioni. È proprio da questi ultimi che occorre liberarsi.

3. Avere ragione o ed essere felici
Quando abbiamo una discussione con qualcuno, tendiamo a interpretare la situazione secondo la nostra mappa personale della realtà, ovvero il nostro sistema di credenze, le storie che ci raccontiamo e che per noi sono l’unica verità.
Ma ogni persona, dal suo punto di vista, ha ragione e crede onestamente di essere nel giusto, o perlomeno di fare il possibile.
Quando ti ritrovi in un conflitto, pensa: Cosa deve essere vero per quella persona per comportarsi in quel modo? Quali potrebbero essere le intenzioni positive per quel comportamento? Come cambiano le cose se guardo la situazione dal punto di vista dell’altro?

4. Per-donare e vendicare
Quando qualcuno ci ferisce e ci fa male, il nostro istinto è quello di vendicarci per infliggere all’altro lo stesso tipo di dolore. Il più delle volte, però, l’altra persona non è neanche consapevole del male che ci ha fatto…è una battaglia persa in partenza!
Molto spesso si pensa che per-donare voglia dire fare finta che non sia successo niente o porgere l’altra guancia, ma non è così. Perdonare vuol dire prendere coscienza di ciò che è accaduto, dare sfogo alle nostre emozioni di delusione, rabbia, tristezza e poi andare avanti, finalmente liberi, senza pesi sul cuore.
Perdonare è un atto di coraggio, ma è il più grande dono che possiamo fare a noi stessi.
Scrivere una lettera o una mail parlarsi di persona: scegli tu la modalità per esprimere il perdono e darti finalmente il permesso di andare avanti.

5. Generalizzare
Generalizzare è uno dei modi per rovinarci la vita. Questa trappola ci porta a distorcere la realtà e a cancellare i dettagli che invece fanno la differenza. Così finiamo per non vederele vie di mezzo, e pensiamo in termini di tutto o niente, bianco o nero. Iniziamo a mettere etichette e dividere il nostro mondo tra vincenti o falliti, buoni o cattivi, belli o brutti, ricchi o poveri, simpatici o antipatici, chi ha ragione e chi ha torto. Quando ti rendi conto che tu stesso o qualcun altro usa delle generalizzazioni, ecco le domande antidoto da fare, tratte da Libera la tua Vita: Cosa succede esattamente? Come fai a saperlo? Quali sono le prove? Proprio tutti (per esempio, gli uomini sono dei traditori)?
Proprio nessuno (per esempio, non posso fidarmi di nessuno)? Proprio sempre/proprio mai?
Qual è l’esperienza che ha generato questo modo di pensare? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo modo di pensare? Questo modo di pensare mi serve? Rende la mia vita migliore?
Ascoltati mentre parli. Quante volte usi queste parole: Tutti/nessuno/sempre/mai?
In che modo puoi sostituirle? Come puoi cambiare il tuo dialogo?

In quale altro modo possiamo diffondere pace dentro di noi e intorno a noi? Condividete i vostri pensieri con la community BlessYou lasciando un commento qui sotto!

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