7 modi per aprirsi alla forza della vulnerabilità

La vulnerabilità è un sentimento da cui molto spesso cerchiamo di fuggire. É la culla del nostro bambino interiore ferito e impaurito. Quando l’energia è libera di fluire liberamente, la vulnerabilità combinata alla fiducia e alla libertà di espressione di creatività, gioia, tristezza, silenzio è un’esperienza ricettiva. Ma senza fiducia, la vulnerabilità conduce alla paura e si trasforma in un’esperienza da temere ed ecco che tentiamo di soffocare la paura, il dolore, la vergogna, la delusione. Il problema non sono le emozioni in sé, quanto l’energia che riversiamo attorno ad esse.

Cosa vuol dire esattamente essere vulnerabili? Non significa essere deboli, bensì essere coraggiosi nel mostrarsi senza maschere, né difese, autentici nella nostra unica versione di noi stessi. La vulnerabilità è una forza perché è  proprio quando ci permettiamo di essere noi stessi, senza filtri, che amore, connessione, compassione, creatività e cambiamento possono emergere. La forza della vulnerabilità ci aiuta a sviluppare energie, talenti e risorse che non pensavamo neanche di avere ed è alla base della resilienza, cioè la capacità di rialzarci dopo essere caduti.

Ecco allora 7 modi per aprirsi alla vulnerabilità.

1) Getta la maschera
Come scrivo in Mi Merito il Meglio quando ci avventuriamo oltre i confini della nostra zona di comfort, abbiamo la possibilità di incontrare la nostra ombra. L’ombra è formata da tutti quegli aspetti di noi che non ci piacciono, tutte quelle tendenze del nostro carattere che abbiamo respinto e tenuto segrete. È quella parte di noi di cui ci vergogniamo, con la quale tendiamo a lottare e che per questo abbiamo represso, negato, trascurato o totalmente dimenticato.

Per prima cosa occorre smettere di fuggire la nostra ombra e riconoscerla. Non possiamo cambiare parti di noi cercando di ucciderle o nascondendole. Per trasformarle, queste parti devono venire alla luce ed essere comprese. In altre parole, occorre diventarne amici. Essere vulnerabili significa abbassare la guardia, mostrarsi con le proprie autenticità, con i propri punti di forza e debolezza senza le maschere che a volte indossiamo per adattarci alle aspettative o desideri degli altri. Solo così possiamo entrare in contatto con noi stessi, mostrarci nel modo in cui siamo, amare con il cuore, provare gratitudine e aprirci al cambiamento.

2) Abbraccia la vergogna
Provare vergogna è normale: tutti noi sperimentiamo questa emozione, ma più tentiamo di nasconderla, più potere avrà su di noi. Per affrontare la vergogna, scegli uno di questi esercizi antivergogna tratti da Libera la Tua Vita e ripetilo più volte, finchè ti senti a tuo agio compiendolo. Osserva i tuoi pensieri, sentimenti ed emozioni cambiare man mano che lo svolgi.

  • Vestiti in modo visibilmente inappropriato.
  • Dì qualcosa di insensato a un gruppo di persone.
  • Fai cose insolite e fuori dal «normale» come cantare o ballare per strada o tenere aperto l’ombrello in un giorno di sole.
  • Urla i nomi delle fermate sull’autobus o in metropolitana.
  • Confessa un tuo presunto difetto, qualcosa che hai sempre tenuto segreto per paura del giudizio altrui.
  • Tieni al guinzaglio una banana o una mela come se fosse un cane.
  • Vai al ristorante e chiedi che ti riparino il computer.
  • Chiedi a tutti i passanti una chiave inglese per mancini

3) “Sono abbastanza, sono perfetto così”
Una delle 15 trappole in cui cadiamo e che ho descritto in Libera la tua Vita è quella di comportarci come il primo della classe: cerchiamo di essere perfetti in tutti i modi. Molte volte non riusciamo a distinguere tra persona e comportamento, per cui se facciamo un errore, ci sentiamo un fallimento. Ed è proprio qui la chiave. I nostri comportamenti spesso non sono perfetti, anzi sono fallibili, ma ciò non toglie niente a chi siamo, al mistero della forza vitale che è in noi, alla perfezione dell’universo di cui siamo parte. Ricordati che tu sei perfetto così come sei, per quello che sei.

4) Connessione non Competizione
É una situazione frequente soprattutto in ambito lavorativo o sportivo. Passiamo la maggior parte delle giornate  a nascondere la nostra vulnerabilità in ufficio per difenderci da coloro che ci stanno attorno. Tentiamo di indossare la maschera del perfezionismo e di fare la parte di quelli che sanno sempre cosa fare e hanno tutte le risposte pronte. La chiave è cambiare punto di vista. Invece di considerare gli altri  in competizione con noi stessi, vediamo cosa possiamo fare con gli altri, come possiamo connetterci tra di noi  e collaborare. Non vuol dire trasformare l’ufficio in un consultorio, piuttosto farlo diventare un  luogo di dialogo, comprensione e creazione di valore.

5) Avvicinati al prossimo
Ogni istante e ogni incontro ci danno la possibilità di connetterci con gli altri con compassione ed empatia. Aprirsi agli altri significa aprire il nostro spazio interiore, mostrarci più flessibili, più disponibili, più gentili e questo porta con sé una grande forza di guarigione. Superando i muri che molto spesso noi alziamo, ci incontriamo nello spirito e entriamo in uno spazio di profonda comunione con gli altri.

6) Af-fidati alla Vita e all’Universo
Tutte le sfide che incontriamo sul cammino della nostra vita hanno un significato e uno scopo per la nostra evoluzione.  La domanda chiave non è “cosa sta succedendo a me”, piuttosto “cosa sta succedendo per me” cioè in mio favore. É la vita che si sta prendendo cura di te e ti sta offrendo la possibilità di andare a un livello superiore. La vita è gioia e dolore, luce e ombra, esperienze dolci e amare: solo ricordandoci questo possiamo mantenere la serenità.

7) Accendi la fiamma dell’amore
In amore non abbiamo armature né veli per nasconderci. Le emozioni non sono più solo “nostre” perché le condividiamo con un’altra persona. Quando ci apriamo all’amore, apriamo il nostro spazio a tanta gioia ma anche a  possibili ferite.
Se relazioni passate ci hanno deluso e ferito, possiamo scegliere di chiudere il nostro cuore, ma così facendo rimaniamo intrappolati in noi stessi. Amore deriva dal latino a-mor, cioè senza morte, qualcosa che vive per sempre – e ci mantiene vivi – non muore mai.
L’amore è un bisogno fisiologico. Possiamo vivere senza una relazione sentimentale, ma non possiamo vivere senza amore.

Possiamo allargare il nostro amore alla vita in generale, alla natura, agli animali, ad un sogno, ad una causa, ad un ideale, all’umanità intera, una persona per volta.

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