5 Passi per vivere la vita all’insegna della consapevolezza

Siamo tutti interconnessi e facciamo parte del disegno meraviglioso dell’Universo.
Ogni nostra azione ha delle conseguenze anche sulla vita degli altri, anche se a volte non ce ne rendiamo conto.
Come cambierebbero le cose se ciascuno di noi fosse pienamente consapevole del potere delle sue parole, azioni e dei suoi pensieri?

Vediamo insieme come vivere la vita all’insegna della consapevolezza.

1. Pratica la gratitudine
La gratitudine è uno degli elementi essenziali per la felicità. Inserire la pratica alla gratitudine nella routine quotidiana può fare una grande differenza nella nostra vita perché ci aiuta a focalizzarci sulle benedizioni che tutti noi abbiamo e attiva una coscienza di abbondanza più che di scarsità.
Ogni sera, scrivi sul tuo diario 5 cose o persone per cui sei grata/o oppure riempi il vaso della gratitudine, idea adattata da quella originale di Elizabeth Gilbert, autrice di Mangia, Prega, Ama.
Prendi un recipiente e, al termine della tua giornata, riempilo con le cose per cui sei grata/o.
Possono anche essere cose minime, come un sorriso, una coincidenza, un cibo che ti ha fatto stare bene, qualsiasi cosa. Con questa pratica, ti allenerai a notare anche i più piccoli particolari e attirerai ancora più positività nella tua vita!

2. Metti in pratica il per-dono
Il perdono è uno dei concetti su cui c’è ancora tanta confusione e che ci crea tanta sofferenza.
Come scrivo in Tutta un’Altra Vita, per-dono significa regalo. Il perdono è un dono che facciamo prima di tutto a noi stessi. Perdonare non vuol dire giustificare chi pensiamo ci abbia fatto del male. Significa lasciare andare il carico emotivo, togliersi la zavorra del passato dalle spalle. A cosa serve continuare a portare addosso i pesi di ciò che è accaduto? Non possiamo muoverci verso il nuovo se siamo trattenuti dalle vecchie catene. Perdonare significa curare le ferite riportate con un balsamo composto da accettazione, pace e amore per noi stessi. È in questo modo che facciamo di nuovo spazio nel nostro cuore.
È solo così che ci diamo finalmente il permesso di andare avanti verso la nostra visione, che si tratti di un nuova relazione, un nuovo lavoro, una nuova opportunità.
Mantenendo le porte chiuse per non essere feriti non permettiamo nemmeno alla luce del sole di entrare. Se non pratichiamo il perdono rimaniamo bloccati nelle sofferenze del passato.
Una volta terminata la violenza o l’abbandono è proprio il nostro attaccamento a farne un problema, perpetrando l’esperienza nella nostra mente, facendocela rivivere nel pensiero non una, ma mille volte. Chi hai bisogno di per-donare?

3. Lascia andare la tendenza a giudicare
Questa è una trappola mentale in cui cadiamo tutti noi. Come scrivo in Mi Merito il Meglio, nella nostra corsa quotidiana, i giudizi sono dei fili invisibili. Possono essere così automatici che non riusciamo nemmeno a renderci conto di averli e di quanto stiano limitando. Per creare relazioni sane e poter imparare dagli altri è importante lasciare andare il giudizio. In quanto esseri sociali, abbiamo bisogno di poterci fidare degli altri, e di ricevere a nostra volta rispetto e fiducia.
Ma in che modo critica e giudizio fanno germogliare il rispetto e la fiducia? A chi piace essere criticato e giudicato? I nostri giudizi ci allontanano dalle persone impedendoci di conoscerle veramente, di vederle al di là del bagaglio che si portano dietro.
Presta attenzione a come parli a te stessa/o e agli altri. Sono parole di bene-dizione o male-dizione?

4. Scegli con cura le tue parole
«I Sufi ci consigliano di parlare soltanto quando le nostre parole sono riuscite a passare attraverso tre cancelli. Al primo cancello ci chiediamo: Sono vere queste parole? Se lo sono, le lasciamo passare; se non lo sono, le rimandiamo indietro. Al secondo cancello ci domandiamo: Sono necessarie? All’ultimo cancello ci chiediamo: Sono gentili?»
Questa citazione di Eknath Easwaran è una delle mie preferite e mi fa sempre riflettere sulla potenza delle parole. Le parole possono avere il magico potere di elevarci o buttarci a terra, guarirci o ferirci nel profondo. È per questo che occorre sceglierle con cura.

5. Lascia andare le aspettative
Le aspettative ci schiacciano tra passato e futuro e ci impediscono di vivere l’unico momento che esiste veramente: il presente. Le aspettative inducono attaccamento al risultato e ci fanno dire: sarò felice solo quando avrò quella relazione, quel lavoro, quella casa, quella macchina…
Mentre pensiamo che saremo felici solo quando “avremo qualcosa” ci perdiamo attimi di vita preziosa che scorre inevitabilmente. È un vero peccato. La vita accade ora, nel luogo e nel momento in cui ci troviamo! Il respiro è uno strumento molto efficace per riportarci dolcemente nel qui e ora.

Scopri subito come portare la potenza del respiro nella tua vita fin da subito con il decalogo del respiro!

In quali altri modi possiamo vivere una vita di consapevolezza?
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